Carnevale 2026 nei Castelli del Ducato tra dèi, favole, personaggi storici, sfilate e sostenibilità

9 Febbraio 2026

Carnevale 2026 nei Castelli del Ducato
tra dèi, favole, personaggi storici e sostenibilità

Eventi tra storia, creatività e divertimento per famiglie, bambini e comunità. Dove c’è Carnevale, c’è un dolce da assaggiare. Dove c’è Ducato, c’è una storia da vivere: da assaggiare castagnole, soffici, tonde, dorate; rittelle e frìtole anche ripiene, nate nelle feste popolari; chiacchiere, sfrappole, frappe sottili, croccanti, irresistibili, tortelli dolci fritti ripieni di confettura.

Maschere che nascono nei musei, cortei ispirati agli dèi dell’antichità, cacce al tesoro tra mostri danteschi, eleganza barocca e Carnevali green nel cuore delle città d’arte. Nel mese di febbraio il circuito Castelli del Ducato trasforma il Carnevale in un’esperienza culturale diffusa, capace di unire gioco, conoscenza e partecipazione, coinvolgendo castelli, palazzi storici, borghi e piazze dell’Emilia e oltre.

Un calendario ricco e trasversale, pensato soprattutto per famiglie e bambini, ma capace di parlare anche agli adulti attraverso la storia, l’arte e la sostenibilità.

Fidenza – Piazza Garibaldi e Teatro Magnani

Borgo Mascherato e Castello della Fantasia
Sabato 14 febbraio

Nel centro storico di Fidenza il Carnevale si fa festa di comunità: sfilata e premiazione delle maschere, animazione, musica con la Banda Città di Fidenza e appuntamenti dedicati ai più piccoli come “Il Castello della Fantasia – Castello Baby Balls”. Un pomeriggio che unisce gioco, spettacolo e identità cittadina.

Castello di Contignaco (PR)

Carnevale per bambini: Caccia al Tesoro tra Favole Antiche e Mostri Danteschi
Sabato 14 e domenica 15 febbraio

Il Castello di Contignaco propone un “gioco-famiglia” che unisce favole rinascimentali e Divina Commedia. I bambini, accompagnati dai genitori, seguono indizi, mappe e racconti tra le mura del castello e nel bosco circostante, incontrando in chiave giocosa i celebri mostri dell’Inferno di Dante, da Caronte a Minosse, fino a Cerbero.
Un’esperienza immersiva, culturale e divertente, arricchita da truccabimbi a tema.

Gioco ideale per bambini dai 4 ai 14 anni
Durata: circa un’ora e mezza
Evento confermato anche in caso di maltempo
Prenotazione obbligatoria: info@castellidelducato.it

Piacenza – Palazzo Farnese

Carnevale a Palazzo! Il Corteo degli Dèi
Domenica 15 febbraio 2026

Ai Musei Civici di Palazzo Farnese il Carnevale diventa laboratorio creativo e scoperta museale. I bambini, dai 4 ai 12 anni, realizzeranno il proprio costume ispirato a eroi e divinità egizie, greche, etrusche o romane, per poi “perlustrare” le sale del museo alla ricerca delle opere originali da cui traggono ispirazione. Un modo giocoso e intelligente per avvicinare i più piccoli all’arte antica, trasformando il museo in uno spazio di esperienza attiva.

Due turni: 15.00–17.00 e 16.00–18.00
Laboratorio gratuito – Biglietto museo 2 euro
Posti limitati, prenotazione obbligatoria.
info@castellidelducato.it

Piacenza città d’arte

Folle di Natura – Carnevale Green, Vintage e Musicale
Domenica 15 febbraio 2026

Il centro storico di Piacenza ospita un Carnevale all’insegna del riciclo, della creatività e della musica. Un grande corteo in maschera partirà da piazza Cavalli, guidato dalla Banda Ponchielli e da giovani musicisti, con una “nave dei folli” realizzata con materiali di recupero.
Un evento corale che coinvolge scuole, associazioni e famiglie, dimostrando come il Carnevale possa essere anche educazione ambientale e partecipazione civica.

Fontevivo e Ponte Taro (PR)

Carnevale 2026: tradizione, falò e letture per bambini
14–15–17–18 febbraio

Sfilate, spettacoli, premiazione delle maschere, gran falò, vin brulè e tè caldo animano Fontevivo e Ponte Taro. Il calendario si arricchisce il 20 febbraio con una sfilata e letture per bambini in biblioteca, in collaborazione con le biblioteche di Fontevivo e Fontanellato.

Un Carnevale che educa, coinvolge e racconta i territori

Il Carnevale nel circuito Castelli del Ducato non è solo festa, ma uno strumento di valorizzazione culturale e sociale: musei che diventano laboratori, castelli che si trasformano in luoghi di narrazione, piazze che tornano ad essere spazi di comunità. Un approccio coerente con la mission dell’Associazione, che promuove un turismo culturale sostenibile, accessibile e partecipato.

Informazioni e prenotazioni:


info@castellidelducato.it

www.castellidelducato.it



Per una Cultura del Gusto

In Emilia Giovedì Grasso (12 febbraio), Sabato e Domenica di Carnevale (14 e 15 febbraio) sono il cuore della festa in arrivo: maschere, sfilate… e profumo di dolci fritti!

Assaggi dolci di Storia (solo per chi vuole apprezzare e leggere un po’) : tipici fritti, zuccherati e al forno di Carnevale nel Ducato.

 

Simbolo dell’eccesso e del consumo delle scorte prima dell’inizio della Quaresima: farina, uova, zucchero, strutto o olio venivano utilizzati generosamente nei giorni di festa. Questa tradizione gastronomica affonda le sue radici nel culto antico dei Saturnalia romani, feste popolari in cui si consumavano dolci a base di pasta fritta chiamati frictilia, preparati nel grasso di maiale e distribuiti alla popolazione nei banchetti e nelle strade della città come gesto di abbondanza e comunità.

Dolci simbolo del Carnevale e le loro tradizioni

Castagnole

Diffuse nel territorio reggiano e Correggio in particolare sono palline di pasta fritta che ricordano nella forma le piccole castagne da cui prendono il nome. Nella tradizione emiliana sono preparate con farina, uova, zucchero, e spesso aromatizzate con scorza d’agrume o un liquore leggero; servite calde e spolverate di zucchero a velo, incarnano la ricchezza della festa prima della Quaresima.


Frittelle e frìtołe

Le frittelle sono protagoniste del Carnevale soprattutto nel Nord-Est (ad esempio nel Veneto), dove esiste la variante veneziana “frìtoła”, diffusa già nel XIV secolo e venduta nelle strade dai fritoleri. In diverse versioni possono essere semplici o ripiene di crema, cioccolato o marmellate — un dolce festivo e celebrativo che si lega profondamente alla cultura popolare della Serenissima.

I fritoleri — venditori ambulanti specializzati — gestivano chioschi nelle calli veneziane cucinando frittelle con uvetta, pinoli e aromi, contribuendo a fare di questo dolce uno dei simboli della Serenissima e della sua festa carnevalesca.

Chiacchiere / Sfrappole / Frappe

Queste strisce sottili di pasta dolce, fritte e spolverate di zucchero, sono forse i dolci più diffusi d’Italia durante il Carnevale e assumono nomi diversi da regione a regione (sfrappole a Bologna, frappe nel Lazio, galani in Veneto, bugie in Piemonte). La loro origine risale anch’essa ai frictilia romani, trasmessi attraverso il Medioevo e il Rinascimento fino alle cucine moderne.

Tortelli dolci e ravioli fritti

In Emilia-Romagna e nel Nord Italia sono tipici i tortelli dolci fritti e ripieni di confettura (ad esempio marmellata di prugna o altre composte casalinghe). La tradizione di questi tortelli si sviluppa nei contesti familiari contadini come modo di celebrare la festa con ingredienti semplici ma golosi, trasformando la pasta in piccole “tasche di festa”.

 

La presenza delle frittelle già nel XVI-XVII secolo

Un episodio storico documentato riguarda le frittelle (frìtołe) veneziane: queste comparivano nel Carnevale di Venezia sin dal XIV secolo e, nel Settecento, erano così radicate nella cultura locale da essere considerati un dolce nazionale.


Cerimoniali carnevaleschi nel Medioevo parmense (sec. XIII-XIV)

Gli studi accademici sulla Parma medievale descrivono rituali cittadini inclusi i “cerimoniali carnevaleschi” praticati nel quartiere del “Capodiponte” già nella prima metà del Trecento. Questi rituali erano funzioni sociali e feste urbane cui partecipava la popolazione e che influenzavano l’uso degli spazi pubblici, quindi erano implicitamente regolati dalle norme di convivenza e cerimoniali civici dell’epoca.


Immagine Copertina: Castelli Ducato - Ai 



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