Giovedì Grasso (12 febbraio), Sabato e Domenica di Carnevale (14 e 15 febbraio) sono il cuore della festa in arrivo: maschere, sfilate… e profumo di dolci fritti! Ma dal 7 al 17 febbraio tanti Castelli del Ducato e piazze d’arte hanno in carnet eventi originali, nuovi e coinvolgenti per famiglie con bimbi.
Scopri i nostri grandi classici:
Simbolo dell’eccesso e del consumo delle scorte prima dell’inizio della Quaresima: farina, uova, zucchero, strutto o olio venivano utilizzati generosamente nei giorni di festa. Questa tradizione gastronomica affonda le sue radici nel culto antico dei Saturnalia romani, feste popolari in cui si consumavano dolci a base di pasta fritta chiamati frictilia, preparati nel grasso di maiale e distribuiti alla popolazione nei banchetti e nelle strade della città come gesto di abbondanza e comunità.
Dolci simbolo del Carnevale e le loro tradizioni
Castagnole
Diffuse nel territorio reggiano e Correggio in particolare sono palline di pasta fritta che ricordano nella forma le piccole castagne da cui prendono il nome. Nella tradizione emiliana sono preparate con farina, uova, zucchero, e spesso aromatizzate con scorza d’agrume o un liquore leggero; servite calde e spolverate di zucchero a velo, incarnano la ricchezza della festa prima della Quaresima.
Frittelle e frìtołe
Le frittelle sono protagoniste del Carnevale soprattutto nel Nord-Est (ad esempio nel Veneto), dove esiste la variante veneziana “frìtoła”, diffusa già nel XIV secolo e venduta nelle strade dai fritoleri. In diverse versioni possono essere semplici o ripiene di crema, cioccolato o marmellate — un dolce festivo e celebrativo che si lega profondamente alla cultura popolare della Serenissima.
Chiacchiere / Sfrappole / Frappe
Queste strisce sottili di pasta dolce, fritte e spolverate di zucchero, sono forse i dolci più diffusi d’Italia durante il Carnevale e assumono nomi diversi da regione a regione (sfrappole a Bologna, frappe nel Lazio, galani in Veneto, bugie in Piemonte). La loro origine risale anch’essa ai frictilia romani, trasmessi attraverso il Medioevo e il Rinascimento fino alle cucine moderne.
Tortelli dolci e ravioli fritti
In Emilia-Romagna e nel Nord Italia sono tipici i tortelli dolci fritti e ripieni di confettura (ad esempio marmellata di prugna o altre composte casalinghe). La tradizione di questi tortelli si sviluppa nei contesti familiari contadini come modo di celebrare la festa con ingredienti semplici ma golosi, trasformando la pasta in piccole “tasche di festa”.
La presenza delle frittelle già nel XVI-XVII secolo
Un episodio storico documentato riguarda le frittelle (frìtołe) veneziane: queste comparivano nel Carnevale di Venezia sin dal XIV secolo e, nel Settecento, erano così radicate nella cultura locale da essere considerati un dolce nazionale.
Cerimoniali carnevaleschi nel Medioevo parmense (sec. XIII-XIV)
Gli studi accademici sulla Parma medievale descrivono rituali cittadini inclusi i “cerimoniali carnevaleschi” praticati nel quartiere del “Capodiponte” già nella prima metà del Trecento. Questi rituali erano funzioni sociali e feste urbane cui partecipava la popolazione e che influenzavano l’uso degli spazi pubblici, quindi erano implicitamente regolati dalle norme di convivenza e cerimoniali civici dell’epoca.
Lo Staff CDD