15 aprile 2026 - Al Museo del Risorgimento di Fidenza (PR) lo storico Massimo Giuffredi - è stato direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Parma - ha presentato “Una storia speciale" dedicato al parmense ed alla sua storia, dal Ducato alla Repubblica.
Ha colloquiato con l'autore lo scrittore e giornalista Ivano Sartori dopo l’introduzione della funzionaria della biblioteca Isabella Botti.
Giuffredi da molti anni si dedica, con diversi volumi e saggi, a identificare i caratteri peculiari della società parmense otto-novecentesca.
Attingendo a numerose fonti documentarie il libro "Una storia speciale" punta a sfatare consolidate credenze (ad esempio quella dei parmigiani adoranti Maria Luigia, nel suo tempo non fu così ma il suo mito nacque e crebbe dopo la sua morte) e offre elementi importanti per comprendere il processo che ha portato alla definizione degli schieramenti politici destinati a misurarsi nel secolo che va dalla metà dell’Ottocento a quella del Novecento.
Una parte del libro si occupa anche delle trasformazioni del primo socialismo parmense da Luigi Musini ad Agostino Berenini. Una parte del libro vede Fidenza co-protagonista forte della storia con Parma, tuttavia con progressiva sottrazione dei poteri per Borgo San Donnino.
Quando si parla del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, e quindi anche della sua evoluzione istituzionale, bisogna ricordare che si tratta di una realtà politica complessa.
Dopo il Congresso di Vienna, e con la riorganizzazione degli Stati, il Ducato assume una nuova struttura amministrativa, in cui si rafforzano anche forme di rappresentanza e consultazione politica, fino alle esperienze ottocentesche che anticipano un’idea di modernità istituzionale.
In questo senso, è interessante ricordare come, nel tempo, alcuni giudizi storiografici abbiano interpretato in modo critico l’origine stessa del Ducato, considerandolo quasi una costruzione “artificiale” - così disse già al tempo il Cardinale Ercole Gonzaga “ un Ducato nato di notte come un fungo” - nata da decisioni politiche e diplomatiche più che da una continuità storica lineare.
In realtà, il Ducato - non nasce nel vuoto: si inserisce in una lunga dinamica di trasformazioni territoriali tra il mondo padano e le potenze italiane ed europee.
La sua posizione tra Parma e Piacenza lo rende un territorio strategico, un vero nodo di passaggio tra aree diverse, attraversato da vie commerciali e militari fondamentali.
Proprio questa posizione geografica spiega anche la sua natura politica: un territorio da sempre “conteso”, da governare con equilibrio e attenzione, perché punto di connessione tra sistemi diversi.
Da qui deriva una delle sue caratteristiche principali: la necessità di una struttura amministrativa forte e flessibile allo stesso tempo, capace di gestire una realtà complessa e continuamente esposta a pressioni esterne.
È in questa tensione tra fragilità geografica e centralità strategica che si comprende davvero la storia del Ducato: non una realtà marginale, ma un territorio altamente significativo nello spazio politico dell’Italia preunitaria.