Storia É presente: fatti, fonti, documenti, interpretazioni, racconto. La stratigrafia di una piazza svelata, uno scavo urbano che ha tutto il fascino di una indagine aperta sul tempo che fu, 17 capanne lignee a pochi passi, le stoviglie di monache benedettine con i loro nomi sul corredo e una curiosità rinata attorno al centro storico della città di Fidenza. Un pool al femminile di archeologhe - guidate dalla funzionaria Francesca Michelotti - che diventano quasi “detective”, così l’archeologia appassiona una città.
Il secondo appuntamento della Festa della Storia (PR) si è svolto con un nuovo focus sul convento femminile sorto nell’area tra piazza Pontida e Piazza Verdi.
Il vicesindaco con delega alla cultura Maria Pia Bariggi: “Scavi archeologici che potranno dare luogo a conoscenze, spazi che si prestano ad essere percorsi e indagati da storici e studiosi, locali e non, per fare ricerche approfondite”.
“Se non cerchiamo di capire quello che è accaduto prima non si può capire al presente - sottolinea Bariggi - C’è una identità non chiusa, tante variabili e poche costanti. Quel che è certo è che all’inizio del secondo millennio c’era cintura di chiese e conventi, baluardi spirituali a protezione delle mura. E che qui ci fu l’unico esempio di monachesimo femminile in Borgo San Donnino”.
Il Comune ha confermato la decisione di procedere ad una nuova campagna di scavi nella parte centrale dell'area dove i primi rilievi hanno presentato più livelli di costruzioni.
Al via la narrazione di Michelotti da un punto fermo: “La costruzione dell’ex liceo classico di Fidenza venne dai materiali in parte di scarto dalle demolizioni degli edifici dell’ex convento. Ma la fondazione ancora più antica della zona era in laterizi e muro di spinta in ciottoli di fiume del dodicesimo secolo. E prima ancora ovviamente i romani con le vicinissime capanne lignee”.
“Nel 1120 c’era già il convento - aggiunge Michelotti - Dall’epoca romana al Novecento in pochi metri quadrati di scavo urbano - in uno spazio piccolissimo - abbiamo potuto ricostruire i cambi di destinazione uso, abbiamo tracce dei romani, sepolture e il convento”.
Presenti all’incontro anche le archeologhe Cecilia Moine e Alessandra Francesconi coordinate dalla Soprintendenza di Bologna guidata da Maria Luisa Laddago.
Raccontare la Storia in modo accattivante non è facile ma è da sempre una sfida del circuito Castelli del Ducato sui territori.
Francesca Maffini - Ufficio Comunicazione Castelli del Ducato
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