Del programma del festival poetico-letterario (e molto di più) in arrivo a Fidenza dal titolo “Testo…Pretesto” (28 aprile – 3 maggio 2026) vi abbiamo già raccontato molto nelle scorse settimane:
Stasera si è svolta la conferenza stampa per valorizzare il “protagonismo locale”, come definito dalla Vice Sindaca Maria Pia Bariggi, e “dare spazio al tessuto sociale, civile e culturale della città”, come sottolineato dal Sindaco Davide Malvisi.
Noi scegliamo una parola: “contesto” accanto al “testo…pretesto”.
La C di contesto è la C come cultura, cura, comunità, connessioni, costruzione condivisa.
In questo contesto è stata annunciata la novità della mostra “I disastri della guerra. Da Goya ai nostri giorni” che vede in tandem i Comuni di Fidenza e Vernasca con il Borgo di Vigoleno.
Dal 2 maggio al 27 settembre 2026
Il Palazzo delle Orsoline di Fidenza la ospita.
Ecco il contesto. Un’occasione per riflettere su un tema universale e drammaticamente attuale: la guerra e le sue conseguenze sull’umanità.
Il progetto, promosso dai Comuni di Fidenza e Vernasca, e curato da Emanuele Franchi ed Elisa Gennari, si sviluppa appunto tra Fidenza e Vigoleno.
Il cuore della mostra: Francisco Goya
Il percorso prende avvio dal celebre ciclo incisorio “I disastri della guerra”, realizzato da Goya tra il 1810 e il 1820 durante e dopo la Guerra d’Indipendenza spagnola contro le truppe napoleoniche.
Non si tratta di celebrazione eroica, ma di una denuncia senza filtri:
Goya abbandona ogni retorica per raccontare la guerra dal punto di vista delle vittime.
Le sue incisioni mostrano:
corpi mutilati e senza vita
civili travolti dalla violenza
villaggi devastati
esecuzioni, carestie, disperazione
L’artista si fa testimone diretto, quasi un fotoreporter ante litteram, capace di osservare e restituire con lucidità ciò che accade, senza abbellimenti.
Il messaggio è rivoluzionario per l’epoca:
la guerra non è gloria, ma sofferenza, caos e perdita di umanità.
Anche i titoli delle incisioni – spesso brevi, taglienti, quasi cronachistici – amplificano il senso di denuncia, trasformando ogni immagine in un atto di accusa.
Per questo motivo, l’opera di Goya è considerata ancora oggi straordinariamente attuale: parla a ogni tempo, a ogni conflitto, a ogni coscienza.
In dialogo con Goya, gli sguardi contemporanei dei fotoreporter:
• Andreja Restek
• Ugo Lucio Borga
• Giorgio Bianchi
• Gabriele Micalizzi
Due linguaggi, due epoche, un’unica urgenza: raccontare la guerra per non normalizzarla.
Inaugurazioni con il patrocinio di Castelli del Ducato
Sabato 2 maggio 2026, ore 19
Palazzo delle Orsoline, Fidenza
Domenica 3 maggio 2026, ore 11
Oratorio della Madonna delle Grazie, Vigoleno
Ai disastri della guerra, forse, potrà dare aurora “La Speranza è una cosa piumata” verso di una poesia di Emily Dickinson a cui il festival “Testo…Pretesto” si dedica.
Lo Staff CDD