Fidenza (PR) lancia dal 4 al 12 ottobre “L’Alfabeto del Gusto” in occasione di Borgo Food 2025 e per declinarlo la vicesindaca con delega alla Cultura Maria Pia Bariggi con il critico enogastronomico Luigi Franchi portano in piazza un tris di chef stellati Davide Oldani, Antonio Santini e Massimo Spigaroli, oltre a maestri gelatai, un architetto esperta nell’arte di presentare e comporre la tavola ed una singolar tenzone ovvero l’arte di pestare il pesto nel mortaio a cui tutti possono partecipare e tentare.
Tutto questo sarà nel ricco programma della Fiera di San Donnino che celebra Sí l’anolino (pure da passeggio) ma anche il Culatello di Zibello, la Coppa di Parma, la Spalla cruda di Palasone, la Mariola, il pesto genovese al mortaio, il gelato, l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena, il Parmigiano Reggiano, i formaggi della Cheese Valley di Bergamo. Una rosa di conferenze da seguire!
La dichiarazione della vicesindaca con delega alla Cultura Maria Pia Bariggi: "Guardare alla cultura oggi significa riconoscerla come uno spazio condiviso, un terreno dove identità diverse si incontrano, si raccontano, si intrecciano. Così accade nella Gran Fiera di San Donnino, sagra e fiera in cui il quotidiano è restituito enfatizzato nei riti e nelle tradizioni che rinnovano il mito del Santo cefaloforo, nell'esposizione dei prodotti del territorio e nei piatti.
E, in ogni piatto, la possibilità di racconto: dal passato che diventa attuale, dalla materia prima che si fa metafora di vissuti, del gesto che diventa segno.
Il visitatore sarà travolto dalla lettura del quotidiano: lo accompagneranno le cento occasioni di incontro, i profumi dei prodotti e del cibo tipico, i testimoni famosi in cui riconoscersi, il laborioso affaccendarsi delle associazioni che presentano il proprio operato.
Un quotidiano che trasforma la città e le sue periferie. Le nostre strade con gli espositori e i vari eventi saranno scenari per raccontare, i monumenti diventeranno pagine da leggere con lo sguardo, le osterie e i ristoranti luoghi dove il tempo rallenta e si ascolta — attraverso i cibi e le voci — il cuore pulsante della città.
Sarà l'Alfabeto del gusto".
Anche Castelli del Ducato ha provato ad immaginare un alfabeto del gusto del territorio in omaggio all’iniziativa di Fidenza e alla ricerca delle spillette che quest’anno portano avanti la lettera M.
Per giocare un po’ - eppure seriamente - con le parole vi proponiamo allora il nostro alfabeto!
A – Anolino: il re delle feste, nel brodo che abbraccia la gola.
B – Burro: quello vero, giallo e profumato, che lega tutto.
C – Culatello: Sua Maestà, figlio della nebbia della Bassa Parmense.
D – Dop: il marchio che custodisce i nostri orgogli.
E – Erbazzone: un omaggio anche agli amici reggiani, con la loro torta salata di casa, erbe e segreti…
F – Fungo Porcini: un omaggio all’Appennino profumo d’autunno, boschi e colline.
G – Gnocco fritto: un omaggio all’Emilia anche se a Fidenza la chiamano Torta Fritta, nuvola calda che chiede compagnia di salumi.
H – Hostaria: le trattorie sincere, dove il gusto è verità.
I – Insaccati: dai più nobili ai più rustici, sempre irresistibili.
J – Julienne: il taglio sottile delle verdure, anche nelle nostre zuppe contadine. O nelle rivisitazioni delle scuole alberghiere del territorio.
K – Krapfen: dolce arrivato da lontano ma adottato anche nelle nostre pasticcerie.
L – Lambrusco: frizzante, rosso, amico della tavola.
M – Malvasia: bianca, profumata, da sorseggiare in leggerezza.
N – Nocino: liquore scuro e misterioso, con le noci di San Giovanni.
O – Olio: meno famoso del nostro burro, ma sempre più presente sulle colline parmensi. E poi c’è l’arte Olearia Coppini nel nostro circuito.
P – Parmigiano Reggiano: il Re dei formaggi, non servono spiegazioni. Evviva i caseifici aperti!
Q – Quintale: misura contadina di salumi, forme e fatiche.
R – Rosolaccio: erba selvatica che finisce nei ripieni poveri.
S – Strolghino: salame sottile, veloce da mangiare, lento da dimenticare. Celebre quello dello chef Massimo Spigaroli alla Antica Corte Pallavicina.
T – Tortelli d’erbette: piatto dell’anima, verde e dorato.
U – Uva: che diventa vino, che diventa festa.
V – Verde: il colore delle nostre campagne e delle erbette nei piatti.
W – Würstel: non nostro, ma nei mercatini di Natale e negli Street Food nelle piazze si trovano, eccome.
X – Xerotermico: parola difficile che i viticoltori usano per i microclimi delle colline.
Y – Yogurt: oggi nelle colazioni, ieri sconosciuto alle nostre nonne.
Z – Zabaione: dolce caldo, vigoroso, da cucchiaio e da cuore.
E con lo Zabaione → in ricordo delle nonne e dei nonni, montato a mano, magari con un goccio di Marsala, vi diamo il buongiorno!
Lo Staff Castelli del Ducato