Per invitarvi al viaggio vi raccontiamo - in base ad una nostra ricerca storicamente fondata e validata dallo staff del Museo delle Carrozze in Piacenza - come si viaggiava in carrozza nei secoli passati, cosa si mangiava durante il viaggio, quante distanze si percorrevano con i cavalli e quali fonti o testimonianze storiche abbiamo per questi aspetti.
Alcuni dettagli specifici - ad esempio il viaggio di una nobildonna - non sono sempre tracciati in fonti facilmente rintracciabili senza riferimenti bibliografici precisi, ma l'immaginario apre all'immaginazione.
1. Cosa si mangiava su una carrozza o tra le soste
Durante il tragitto stesso
Le carrozze non erano luoghi predisposti a pasti veri e propri, non esistevano servizi di ristorazione interni come nei treni moderni. Semplicemente i viaggiatori portavano con sé cibo semplice da consumare durante il tragitto, spesso perché il movimento del mezzo e le condizioni di strada rendevano difficile consumare pasti elaborati. In testimonianze e resoconti (ad esempio relative alle diligenze americane del XIX secolo) i passeggeri mangiavano:
• Jerky (carne secca) e biscotti secchi
• pane duro o biscottato
• frutta secca
• eventualmente the o caffè durante le soste
spesso consumati alla fermata o mentre si attendeva il cambio dei cavalli.
Alle soste nelle stazioni di posta / locande
Le stazioni di posta (in Europa dal XVII secolo in poi) avevano locande costruite proprio per i viaggiatori: potevano offrire pasti caldi, vino, pane, zuppe, carni, piatti semplici di stagione e dormitori per la notte. Nelle fonti si parla espressamente delle locande come luogo di ristoro e vitto per chi viaggiava e non solo per il cambio dei cavalli.
Per un viaggio più “colto” nei viaggi su rotaia ottocenteschi (post-carrozza) esistono menu epoca dove si servivano pasti completi ai passeggeri solo a bordo dei treni (es. Orient Express), ma ciò è dopo l’era tipica delle carrozze trainate a cavallo.
2. Quanti km facevano i cavalli e le carrozze in un viaggio lungo
Distanza coperta al giorno
La velocità e la distanza percorse dipendevano da: tipo di carrozza, strada, stagione, condizioni dei cavalli e pause necessarie. Dalle fonti tecniche e storiche:
• Velocità media reale di una diligenza o carrozza da posta: circa 5–9 km/h su strada non pavimentata.
• Distanza media giornaliera realisticamente percorsa: circa 60–110 km/giornoincludendo soste e cambio cavalli; partendo da resoconti storici sulle diligenze europee e inglesi.
• In viaggi privati estremi e su buone strade si possono citare anche fino a 100–150 km/giorno, ma si tratta di casi particolari con squadra di cavalli freschi ad ogni tappa e con pause minime.
Cambio dei cavalli
Sui percorsi “per la posta” i cavalli venivano cambiati ad ogni stazione di posta: questo era fondamentale perché un singolo cavallo non avrebbe retto le lunghe tratte senza sosta.
3. Resoconti storici e fonti certe
Manuali e guide di viaggio
Nel XVIII–XIX secolo esistevano guide di viaggio anonime o per viaggiatori che descrivevano come equipaggiarsi, cosa portare, e come affrontare lunghe tratte. Questi manuali a volte menzionavano anche cibo da portare e organizzazione di viaggi su carrozza.
Diari di viaggio e memorie
Molti viaggiatori scrivevano diari nei lunghi spostamenti europei pre-ferrovia (ad esempio per il Grand Tour) – questi contengono:
• descrizioni dei pasti durante i pasti alle locande o nei paesi;
• soste per il cambio dei cavalli;
• difficoltà delle strade e del viaggio.
Una fonte di esempio (in lingua inglese) è il diario della Recollections of a Tour Made in Scotland, 1803, che descrive anche il cibo e le condizioni di viaggio nella carrozza intesa come veicolo.
4. Viaggi di nobildonne Farnese, duchesse e viaggi via carrozza
La documentazione diretta di viaggi specifici di nobildonne Farnese (ad esempio “una duchessa in Piacenza / Parma”) esiste soprattutto negli archivi privati di famiglie e negli inventari di casa regnante. Per trovarli puoi consultare:
Archivi di Stato di Parma o di Piacenza
Carteggi e memorie di famiglia (ad es. lettere di viaggio)
Cronache locali, guide storiche di corte
Queste fonti archivistiche (non disponibili interamente online) spesso riportano:
resoconti nominativi di viaggi (con tappe, soste, pasti, ospitalità ricevuta);
spese di viaggio (vitto, foraggio cavalli, pagamento ai postiglioni).
Per esempio, l’Archivio di Stato di Parma conserva documentazione di viaggi di corte tra il XVIII e XIX secolo, utile per ricostruire itinerari, distanze e logistica.
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